Webnews sul mondo dell’innovazione e della tecnologia 18 Marzo 2016

Apple si affida alla nuvola di Google per alcuni servizi iCloud. Il motivo? Costa meno di Amazon
Il Sole 24 Ore
L’ufficialità della notizia, da parte dei diretti interessati, non c’è e probabilmente (anche nel caso in cui le indiscrezioni fossero confermate) non ci sarà mai. Sta di fatto che quanto pubblicato dal sito specializzato Crn apre a un’orizzonte per lo meno curioso nel variegato mondo dei servizi cloud. Apple avrebbe infatti deciso di affidarsi all’infrastruttura di Big G (la Google Cloud Platform) per alcuni suoi servizi iCloud, rimuovendoli dalla piattaforma Amazon Web Services.
Industria 4.0, asse Mise-Ue: l’Europa a caccia del primato tecnologico
Cor.Com

Il Governo e la Commissione Ue fanno il punto sui temi strategici per la trasformazione digitale: “Industria 4.0” e Smart City. Gli argomenti sono stati al centro dell’incontro di questa mattina tra il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il Commissario europeo per l’economia e la società digitale Gunther Oettinger in visita a Roma, secondo quanto riporta una nota del ministero.

Digital skill: perché non contano solo per le persone dell’IT
Datamanager

Viviamo in un mondo digitale, con una connettività 24/7, notizie ridotte a 140 caratteri e un numero di dispositivi mobili sul pianeta maggiore delle persone. Il ‘digitale’ è onnicomprensivo: per questo motivo con il termine digital skill non ci riferiamo a rigide competenze tecniche, come la codifica o lo sviluppo delle applicazioni, ma alla capacità di “agire” in modo digitale.

Oltre un terzo degli italiani sceglie contenuti video on demand
La Stampa

Palinsesti su misura, contenuti visti quando, come e dove si vuole: la fruizione on demand è una realtà sempre più consolidata anche in Italia. Oltre un terzo dei telespettatori del Belpaese (36%) sceglie i servizi on demand a pagamento: un dato significativo anche se sensibilmente al di sotto della media europea (50%) e global (65%).

Presto si potranno finanziare i partiti per sms?
Wired

Importanti chiarimenti arrivano dal Garante della Privacy sul tema del finanziamento ai partiti politici per via telefonica. La legge 13/2014 prevedeva infatti la possibilità di finanziare la raccolta di fondi per la campagne che promuovono la partecipazione alla vita politica anche attraverso sms o app, oltre che attraverso le utenze telefoniche fisse, con le tradizionali chiamate. Lo prevede l’articolo 13.

Internet gratis da smartphone, paga lo sponsor. C’è Jana, l’anti Free Basics
Repubblica

Funziona grazie a un’app, mCent: offre connessione dati alla rete senza restrizioni né costi, in cambio di tempo speso a guardare della pubblicità. Il sistema ha già guadagnato 30 milioni di utenti in 93 paesi. Ce lo racconta il fondatore, Nathan Eagle.

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